Ho ascoltato l'intervista di Manus, Ji Yichao e Zhang Xiaojun. Ho una sensazione molto forte: Il successo di Manus, in sostanza, non è stato "fare le cose giuste", ma "non fare le cose sbagliate". Sei co-fondatori, tutti imprenditori seriali. Fin dall'inizio hanno preso alcune decisioni estremamente controintuitive, ma che a posteriori sembrano quasi perfette: 1️⃣ Non addestrare il modello Nel momento più caldo della corsa agli armamenti dei grandi modelli, hanno scelto di rinunciare attivamente a un percorso che brucia molto denaro, è altamente competitivo e facilmente auto-commovente. 2️⃣ Non servire gli utenti comuni Hanno deciso di fornire assistenti AI direttamente a persone ad alto patrimonio netto, in sostanza scegliendo prima "capacità di pagamento" e poi parlando di "scala". 3️⃣ Scelta decisa per l'internazionalizzazione Hanno scelto decisamente gli utenti americani con la maggiore capacità di pagamento; hanno rinunciato al mercato domestico e accettato investimenti da VC americani. L'unico punto in comune di queste scelte è: Ogni passo è stato un "decisione razionale per massimizzare il rendimento atteso", piuttosto che un'imprenditorialità emotiva. La maggiore ispirazione che ho ricevuto da Manus non è stata "quali prodotti hanno creato", ma: i veri imprenditori esperti spesso vincono grazie a una loro visione unica. La maggior parte delle startup fallite non è dovuta a mancanza di impegno, ma a ogni passo che "sembra ragionevole", ma che combinato risulta disastroso. E Manus, quasi ogni passo è stato fatto "nella giusta area". Non è fortuna, è il giudizio affinato dall'esperienza.